Claudio S. Di Mauro

Claudio S. Di Mauro

Engineering & Technology

Treppiedi octopus, l'amico dei selfie


Da quando i selfie hanno preso il sopravvento, sono stati introdotti tanti aggeggi simpatici che ci aiutano negli autoscatti. Da qualche mese sono stati messi in vendita una nuova tipologia di treppiedi che permette di agganciare i dispositivi fotografici a quasi ogni tipo di superficie, avvolgendosi intorno agli oggetti solidi.
Questi treppiedi prendono il nome di Octopus ed hanno, appunto la particolarità di avere i piedini pieghevoli (come si vede dalle foto). In particolare, il treppiedi che ho comprato e provato è un oggetto che mi è piaciuto molto perché economico e molto versatile.
Viene fornito in una confezione all’interno della quale c’è una scatola contenente il treppiedi con relativo aggancio regolabile per gli smartphone, ed un’altra scatola in cui c’è un remote shutter Bluetooth che permette di scattare foto a distanza.  
Il treppiedi è totalmente in plastica (tranne l’aggancio a vite che è in metallo) e i piedini sono ricoperti da una spugnetta. Il materiale di costruzione lo fa sembrare un oggetto debole, tuttavia svolge il suo lavoro in maniera corretta: esso infatti non è pensato per sostenere dispositivi di grosse dimensioni, ma soltanto piccoli dispositivi fotografici come lo smartphone o una action camera.
È chiaro, quindi, che non è possibile mettere su di esso una fotocamera reflex o una compatta di grosse dimensioni.
Il rapporto qualità-prezzo supera alla grande le aspettative perchè nonostante la sua struttura “esile” riesce comunque a fare il suo dovere alla grande.
L’aggancio per il cellulare è regolabile e di adatta agli smartphone di tutte le dimensioni. È molto resistente e riesce a mantenere in maniera ben salda lo smartphone, stringendolo in maniera tale che si fa fatica sia per metterlo che per toglierlo. È dotato di due buchi che permettono di posizionarlo in orizzontale o in verticale sul treppiedi, in modo da ottenere diverse posizioni dello smartphone.
Le action cam possono essere collegate tramite i propri agganci aventi il classico attacco a vite presente su tutte le fotocamere.
Lo shutter remoto permette di scattare foto dal cellulare in maniera remota. Si collega tramite Bluetooth sia a dispositivi iOS che dispositivi Android, con due diversi pulsanti di scatto a seconda del sistema operativo del dispositivo usato. Da quello che ho provato riesce tranquillamente a coprire una distanza di circa 11/12 metri.
 
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Snapnator: il ritorno del MagSafe


A partire dal 2015, Apple ha lanciato una nuova linea di portatili, chiamati semplicemente Macbook, i quali si contraddistinguono per una particolarità: le porte presenti sono tutte USB Type-C.
Avendo adottato questo nuovo standard, in maniera definitiva e quindi su tutti i suoi nuovi prodotti dal 2015 in poi, ha dovuto per forza di cose abbandonare lo standard di ricarica MagSafe, connettore che permetteva il collegamento del cavo di ricarica alla macchina tramite un sistema calamitato, in grado di staccarsi in modo sicuro e senza provocare danni al Macbook, nel caso in cui il cavo di alimentazione venisse tirato accidentalmente.
Snapnator è un progetto nato in California e partito tramite la piattaforma Kickstarter, che prevede l’utilizzo di un connettore calamitato da applicare ai dispositivi dotati di porte USB Type-C, al fine di effettuare una ricarica degli stessi in piena sicurezza.
Come è evidente, Snapnator è sviluppato in maniera del tutto identica al sistema MagSafe ed è pensato principalmente per i nuovi Macbook. Tuttavia, nulla vieta di utilizzarlo con un altro dispositivo, tipo un Chromebook o con uno smartphone Android dotato di questa connessione.


Su Kickstarter, viene venduto in diverse versioni che variano tra loro per la quantità di Snapnator presenti nella confezione e/o per gli accessori (adattatori e hub) annessi all’ordine.
La versione da me testata è quella da 34,00$, chiamata Luxury Kit, che si compone di:
1x Snapnator USB-C Connettore Magnetico
1x Snapnator USB-C Adattatore Magnetico
1x USB-C Hub.
[Si noti che il connettore e l’adattatore magnetici insieme compongono lo Snapnator]
Il prodotto in generale si compone più di aspetti negativi che di aspetti positivi. Il primo fattore negativo sono stati i tempi di attesa: 7 mesi per riceverlo (sì, SETTE!!), a fronte dei due previsti.
Un altro fattore negativo è la connessione al mio Macbook Pro. L’adattatore magnetico non entra perfettamente nelle porte e addirittura in una di esse (che funziona perfettamente sia col cavo di alimentazione originale che con qualsiasi altro adattatore) non fa contatto in maniera corretta, perdendo la carica ad ogni minimo spostamento.
La protezione che dovrebbe fornire al computer non è del tutto funzionale in quanto non si stacca in maniera corretta.
La cosa positiva è che nonostante vi sia questo adattatore tra il cavo di alimentazione ed il computer, i tempi di ricarica restano pressoché invariati.
La cosa che mi è piaciuta un tantino di più è stato l’Hub che mi è arrivato nel kit. È molto funzionale perché in uno spazio compatto (5,3 x 3,2 x 1,2 cm) riesce a racchiudere:

  • una porta USB
  • una porta microUSB
  • un lettore di schede SD
  • un lettore di schede microSD.

Gli aspetti positivi dell’HUB si evidenziano da soli nel fatto che contiene quattro tipologie di connessioni. Ovviamente anche qui non mancano le note negative, in particolare due.
La prima sta nel fatto che, collegandosi al computer tramite un connettore centrale si evidenziano dei movimenti quando si inseriscono/disinseriscono delle pendrive o delle schede SD, risultando così abbastanza debole, in quanto dà l’impressione di spezzarsi nella porta.
La seconda nota negativa è da considerarsi quasi un inganno del produttore: nell’immagine fornita sul proprio sito Snapnator.com mostra un HUB con USB 3.0, cosa non veritiera in quanto il prodotto che mi è stato consegnato risulta essere dotato di USB 2.0.
Nel complesso ritengo Snapnator un prodotto che non vale la pena acquistare, almeno per l’esperienza che ho fatto io. Si prestava bene ad essere un accessorio molto valido, invece si è dimostrato davvero pessimo, deludendo di gran lunga le aspettative.
 

Custodia per fotocamere reflex AmazonBasics


Come ogni prodotto AmazonBasics, anche questa custodia non delude le aspettative. I materiali solidi e cuciture perfette lo rendono un prodotto davvero eccellente.
È una custodia di dimensioni ridotte, all’interno della quale è possibile mettere giusto la fotocamera con obiettivo già collegato e qualche piccolo accessorio. La sue peculiarità sono la leggerezza e la portabilità: si capisce subito che è un prodotto pensato per essere tenuto a tracolla senza intralciare troppo i movimenti durante le passeggiate in cui si vuole scattare qualche foto.
Si compone di una tasca centrale che permette l’accesso allo spazio più grande all’interno del quale si ripone la fotocamera, e di altre tre tasche più piccole disposte sul fronte e sui lati. La tasca frontale è leggermente più grande rispetto alle laterali, nelle quali è possibile mettere piccoli oggetti come le schede SD o qualche batteria di riserva. Nella tasca frontale vi sono due piccoli scompartimenti che permettono di riporre altrettante schede SD. In essa è comodo riporre il caricabatterie anche se quello con cui ho provato la borsa (Canon eos 1300D) non ci va insieme al cavetto, che ho dovuto mettere in una tasca laterale.
La base della custodia è rigida e permette di appoggiarla senza procurare danni alla fotocamera.
È chiaro, ovviamente, che questa custodia non è adatta a chi ha l’esigenza di portare dietro vari accessori, in quanto le dimensioni ridotte consentono soltanto il trasporto di pochi oggetti. Volendo, cercando di ottimizzare il più possibile gli spazi, si riesce ad inserire un secondo obiettivo non troppo grande o un piccolo flash (anche se con fatica).
Le dimensioni del prodotto sono
esterne: 18 x 18,5 x 23 cm
interne: 16 x 17 x 20 cm
 
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